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Sorta a poca distanza da un antico insediamento, alla foce del fiume Belice, dell'Età del Ferro da molti archeologi identificato con la sicana Inycon, sede del mitico regno di Kokalos, il territorio di Menfi fu occupato nel VI a.C. da una comunità paleocristiana che nei secoli lasciò il posto ad insediamenti greci, romani ed anche islamici. Il toponimo stesso vuol ricordare la civiltà arabo-islamica che a lungo ha caratterizzato il litorale salentino e che a Menfi aveva lasciato il forte musulmano di Burgiomilluso sulle cui rovine Federico II di Svevia fece costruire il Castello medioevale attorno al quale si sviluppò l'attuale città di Menfi, fondata nel 1639 da Diego Tagliara d'Aragona. La natura ha voluto privarci di un tesoro, con il terribile terremoto del 1968 che distrusse le vestigia di questa millenaria città. Qualcosa però si è sottratto alla furia della terra: i resti della Torre Federiciana, un tempo facente parte del castello medioevale; il Palazzo Pignatelli, sorto nel 1638 sui resti del castello, custodisce i resti di una necropoli romano-bizantina; il settecentesco Palazzo Ravidà, in stile neoclassico; la chiesa di S. Giuseppe, costruita nel 1715, presenta una torre campanaria a pianta triangolare. Sparse nel territorio si trovano ancora antiche ed interessanti masserie tipiche del paesaggio.
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